Povera lingua italiana, si dice “email” od “e-mail” non “mail”. Si dice “cifrare” e non “crittografare” o peggio “crittare”.

Quanti di voi utilizzano oggi l’email? Immagino molti se state leggendo questo articolo. Beh quanti dei lettori hanno utilizzato invece il termine “mail” al suo posto? Beh se importiamo un neologismo da un’altra lingua, questo deve corrispondere al significato della lingua di provenienza. Se indichiamo come “mail” un messaggio di posta elettronica di fatto commettiamo un duplice errore, definiamo un nuovo termine quando in realtà l’italiano ce ne fornirebbe già uno come “posta elettronica”, e per di più dimentichiamo la traduzione corretta che è quella semplicemente di “posta” che nel mondo telematico è piuttosto definita come snail-mail o posta lumaca ovvero un concetto molto diverso dall’email. Forse c’è qualcosa che non va. Ormai sembra che “mail” sia l’email grazie anche a giornalisti poco attenti e trasmissioni televisive che tranquillamente adottano tutti i neologismi senza badare al fatto che siano corretti o meno. Tirchieria di chi parla.. o solo ignoranza? In fondo si tratta di una sola lettera mancante!!

Storture ed erronei utilizzi dei neologismi sono spesso frequenti soprattutto in una lingua come l’italiano, eppure ci vorrebbe così poco per seguire le logiche ed i crismi che le regole della stessa lingua impongono, ma forse l’ignoranza ed il forte desiderio di mostrare agli altri la conoscenza del nuovo mondo “tecnologico” o “hi-tech” guidano troppo spesso verso strafalcioni degni dei ragazzini delle elementari.

In fondo siamo in grado di distruggere anche termini italianissimi come “accelerare” che troppo spesso anche nei media si sente pronunciare come “accellerare”. Beh questo non è un neologismo, è solo un errore da sottolineare con il blu!

Non cambia la storia quando parliamo del termine in voga oggi come “cifrare” o.. pardon, “crittografare”! Molti ancora credono che esista un termine del genere tratto dalla lingua italiana che identifichi l’atto di codificare mediante un algoritmo un certo contenuto. C’è già, ed è “cifrare“. In fondo il “cifrario di Cesare” è roba di qualche annetto fa.. non sarà inattaccabile, ma fa esattamente quanto asserito nella definizione sopra indicata e quindi fa al caso nostro. Perchè inventarsene di sanapianta uno nuovo che per di più suona come un graffio sulla lavagna? Ignoranza o solo desiderio di dimostrare al mondo, di nuovo, la padronanza delle nuove tecnologie, strabiliando gli altri con qualche neologismo appositamente confezionato?

Scusate ma per fare questo non c’è bisogno di uccidere una bella lingua come quella italiana.

Quindi mi raccomando, se dovere mandare un messaggio di posta elettronica dite “ti mando un email” od al massimo “un’e-mail”. Nel primo caso il messaggio è maschile e quindi useremo “un”, nel secondo caso sarà “una e-mail” con l’apostrofo come si fa per il femminile anche se il messaggio implicito è, e rimane, maschile.

Mandare però una mail non ha davvero senso a meno che non sia indirizzata ad un vero indirizzo postale tipo “Via del foro traiano, 1, 00100, Roma” una bella snail-mail che impiegherà qualche giorno per arrivare anche se parte dalla porta accanto!

Se poi desiderate adottare un sistema di codifica perchè temete che qualcuno possa intercettare i vostri messaggi privati allora potrete anche cifrare l’email, ma mai crittografarla o peggio crittarla, sempre che non desideriate davvero far morire prima del tempo la nostra bella lingua italiana.

L.R.